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	<title>Chic Words &#187; Eco-glamour</title>
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		<title>Caldi intrecci Made in Italy</title>
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		<pubDate>Sat, 02 Jul 2022 14:53:51 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[<ul class="cml_flags cml_flags_on_top"></ul>Voglio approfittare della storia di oggi per fare outing: sono una freddolosa patologica. Eh sì, non posso più nasconderlo: il mio livello di sopportazione del freddo è veramente tra i più bassi che si siano mai visti! Come dite? Volete qualche esempio? Beh, vi basti pensare che io inizio già a fine settembre ad indossare [&#8230;]]]></description>
	<ul class="cml_flags cml_flags_on_top"></ul>			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="https://www.maddalenadesign.it/chicwords/wp-content/uploads/2022/05/M3_knitwear_cover_chicwords-900x600.jpg" alt="Chic Words | M3 Knitwear" width="900" height="600" class="alignleft size-medium wp-image-4987" /></p>
<p style="margin-bottom: 24px;">Voglio approfittare della storia di oggi per fare outing: <strong>sono una freddolosa patologica</strong>. Eh sì, non posso più nasconderlo: il mio livello di sopportazione del freddo è veramente tra i più bassi che si siano mai visti! <br />Come dite? Volete qualche esempio? Beh, vi basti pensare che io inizio già a fine settembre ad indossare i guanti, non posso uscire d&#8217;inverno senza cappello (rigorosamente stiloso) e possiedo una nutrita collezione di capispalla per tutte le occasioni (compresa la brezza delle sere ESTIVE). Ne consegue che <strong>uno dei materiali che utilizzo più spesso sia la lana, il materiale caldo e confortevole per eccellenza</strong>!</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2><span style="color: #7c8aa4;">La lana della mia infanzia</p>
<hr align=left width=30% size=3 color=7c8aa4></span></h2>
<p>&nbsp; </p>
<p style="margin-bottom: 24px;"><strong>La lana rappresenta per me molte cose, ma le sensazioni più forti appartengono alla mia infanzia, quando i capi in lana erano davvero fatti in lana e le mamme sapevano lavorare a maglia con maestria.</strong> Se penso alla lana, la prima cosa che mi viene in mente sono dei grossissimi maglioni lavorati a ferri con ricami fatti a mano di fiori e farfalle, gomitoloni colorati e pelosi ai piedi del divano che si muovono rapidi mentre mia mamma creava capi unici fatti per me e per la mia Barbie. Si poteva forse lasciare al freddo la mia compagna di giochi? Il bello era che il maglioncino per la bambola poteva essere ideato e prodotto in circa 20 minuti! Che spasso! Io poi potevo dare il tocco dello stilista, aggiungendo perline e paillettes.</p>
<p style="margin-bottom: 24px;"><strong>Negli anni le fibre sintetiche sono andate via via a sostituire la lana ma non sempre, a mio parere, con risultati soddisfacenti sia in termini estetici che di prestazioni</strong>. Personalmente un maglione di fibra sintetica non mi protegge allo stesso modo dal freddo!<br />
E così mi sono decisa ad <strong>approfondire per voi questo tema </strong>iniziando a studiare i tipi di lana esistenti e chi li produce, soprattutto in Italia. <strong>Nel corso delle mie ricerche mi sono imbattuta nel maglificio <a href="https://m3knitwear.it" title="Maglificio M3 Knitwear" rel="noopener" target="_blank"><span style="color: #7c8aa4;"> <strong> &gt;&gt;&gt;M3 Knitwear</strong> </span></a> e nella storia della famiglia di <strong>Marzia Saccon</strong>, CEO di M3 Knitwear.</strong></p>
<p style="margin-bottom: 24px;"><strong>Il maglificio M3 Knitwear si trova a San Vendemiano</strong>, un borgo di poco meno di 10.000 abitanti in provincia di Treviso, che grazie al suo know-how tecnico e alla sua passione <strong>collabora con grandi brand della moda situati in diverse parti del mondo</strong>.<br />
<strong>Ecco a voi l&#8217;intervista a Marzia Saccon titolare, con i fratelli Mauro e Michele e la sorella Reginetta, di M3 Knitwear! Parleremo di <span style="color: #7c8aa4;"> <strong> &gt;&gt;&gt;Made in Italy </strong> </span>e <span style="color: #7c8aa4;"> <strong> &gt;&gt;&gt;Moda Sostenibile!</strong> </span></strong><a href="#nota1">[Nota 1]</a></p>
<p><img src="https://www.maddalenadesign.it/chicwords/wp-content/uploads/2022/05/M3_knitwear_fili.jpg" alt="Chic Words | Katia Sanchez | M3 Knitwear 3" width="900" height="1350" class="alignleft size-full wp-image-4999" /></p>
<p>&nbsp;<br />
&nbsp;</p>
<h2><span style="color: #7c8aa4;">Intervista a Marzia Saccon di M3 Knitwear</p>
<hr align=left width=30% size=3 color=7c8aa4></span></h2>
<p>&nbsp; </p>
<p style="margin-bottom: 24px;"><strong>Maddalena Mometti</strong>: Ciao Marzia, grazie per la tua disponibilità. <em>Chic Words</em> ha l&#8217;obiettivo di <strong>descrivere la moda contemporanea, in tutte le sue sfaccettature</strong>, intervistando designer e imprenditori che si sono distinti particolarmente. Oggi siamo qui per raccontare la sua storia, perciò partiamo con ordine: <strong>come nasce M3 Knitwear</strong>?<br />
<strong>Marzia Saccon</strong>: <strong>M3 Knitwear nasce nel 1992 per dare continuità all&#8217;azienda della mia famiglia</strong>. I miei genitori hanno fondato nel 1962 una piccola azienda dal nulla: <strong>zero soldi, zero materiale ma solo tanta volontà da parte di mia mamma e il desiderio di mio papà di assecondarla nel darle l&#8217;opportunità di svolgere il lavoro che amava</strong>. Mia mamma, Annamaria, aveva iniziato giovanissima a lavorare a 10 anni perché in famiglia non c&#8217;erano grandi possibilità economiche. Non appena mise da parte qualche soldino chiese ai miei nonni di poter andare ad imparare a fare la sarta. Da questa esperienza è nato in lei il desiderio di lavorare nel settore della maglieria e di aprire una sua attività: la Sapam, appunto.<br />
<strong>30 anni dopo, nel 1992 appunto, l&#8217;azienda ha attraversato un periodo di grande difficoltà a causa della prima importante delocalizzazione dell&#8217;industria europea della moda</strong>. I miei genitori all&#8217;epoca avevano circa 70 dipendenti ma improvvisamente, nel corso di un paio di stagioni, persero diverse commesse perché alcuni importanti clienti iniziarono a spostare la produzione ad Hong Kong (in Cina) e l&#8217;azienda venne chiusa.<br />
<strong>I miei fratelli, Mauro e Michele,</strong> avevano terminato gli studi universitari e maturato già qualche anno di esperienza lavorativa, mentre io mi stavo laureando in quel periodo. Insieme a loro <strong>abbiamo deciso di non lasciare disperdere il know-how acquisito dai nostri genitori e abbiamo fondato M3 Knitwear</strong>. (M3 sta infatti per le iniziali di Marzia, Mauro e Michele.) <br /> Abbiamo preservato parte del personale pre-esistente, riacquistato tutte le strutture e i macchinari necessari con l&#8217;aiuto di qualche cliente e siamo ripartiti di nuovo da zero. Abbiamo scelto di mantenere più piccole le dimensioni aziendali ma di proseguire nel valorizzare le capacità acquisite e quindi di <strong>continuare a produrre maglieria di lusso soprattutto per brand stranieri</strong>.<br />
Ancora oggi la maggior parte dei nostri clienti si trova fuori dall&#8217;Italia, prevalentemente in Europa. Si tratta di grandi firme che realizzano total look, che demandano a noi tutte le collezioni maglieria.
<p style="margin-bottom: 24px;"><strong>Maddalena Mometti</strong>: Una storia davvero affascinante! Grazie di avercela raccontata. Una curiosità: <strong>come mai la scelta di lavorare soprattutto per il mercato estero?</strong><br />
<strong>Marzia Saccon</strong>: Diciamo che una serie di condizioni ci hanno portato ad inserirci in questo tipo di mercato. Già i miei genitori erano esportatori.<strong> Negli anni Settanta nel mondo della moda c&#8217;è stato un grande boom per la maglieria italiana, che era davvero molto richiesta da aziende estere, soprattutto americani ed inglesi.</strong> Quindi sin da subito la nostra azienda ha intrecciato rapporti con il mercato estero, che è caratterizzato da un <strong>metodo di lavoro differente rispetto al mercato italiano</strong>. Le richieste da parte dei clienti stranieri erano: capacità di avere del personale dedicato al singolo cliente, capacità linguistiche (che all&#8217;epoca non erano così diffuse come oggi), precisione e rigore nelle consegne e anche capacità relazionali! Non era così scontato all&#8217;epoca riuscire ad interfacciarsi correttamente anche a distanza, ma è stato bello ed emozionante: con alcuni clienti possiamo dire di essere davvero cresciuti ed evoluti insieme! Abbiamo un importante cliente con cui lavoriamo dal 1988 ad esempio!<br />
Mi sento di dire che il nostro rapporto con il mercato estero è stata una evoluzione naturale delle cose perché prima grazie alle opportunità di lavoro che si prospettavano e poi grazie alla nostra capacità di rispondere alle loro richieste. E poi credo anche grazie al passa-parola: abbiamo infatti molte relazioni con aziende del nord Europa che ci conoscono e apprezzano e quindi ci scelgono!
<p><img src="https://www.maddalenadesign.it/chicwords/wp-content/uploads/2022/05/M3_knitwear_Katia_Sanchez__-900x600.jpg" alt="Chic Words | Katia Sanchez | M3 Knitwear" width="900" height="600" class="alignleft size-medium wp-image-4995" /><br />
&nbsp;<br />
&nbsp;</p>
<h2><span style="color: #7c8aa4;">Un &#8220;maglificio fantasista&#8221;</p>
<hr align=left width=30% size=3 color=7c8aa4></span></h2>
<p>&nbsp; </p>
<p style="margin-bottom: 24px;"><strong>Maddalena Mometti</strong>: Ho letto nel vostro sito web che vi definite un “<strong>maglificio fantasista</strong>” per l’utilizzo di materie prime di tipologie diverse ma tutte Made in Italy. Come è nato questo nome? Quali sono le materie prime che utilizzate e quali le più innovative?<br />
<strong>Marzia Saccon</strong>: Ho iniziato ad usare questo termine per spiegare ai vari interlocutori la specificità del nostro lavoro: secondo me la produzione di maglieria si divide in due grandi categorie. Da un lato ci sono quelli che io definisco i maglifici &#8220;classici&#8221;, che lavorano in modo specializzato fibre molto nobili come ad esempio il puro cashmere o il cashmere-seta  per la realizzazione di capi basici, ovvero prediligendo tinte unite e forme essenziali per la confezione, in cui il valore aggiunto è data principalmente dalla qualità del materiale utilizzato. Dall&#8217;altro lato ci siamo noi. <strong>M3 Knitwear </strong><strong>ha da sempre realizzato delle produzioni a fantasia e, per questo motivo, utilizza da sempre molte materie prime differenti</strong>. Siamo ad esempio molto abili nelle lavorazioni <strong>jacquard</strong>, know-how che abbiamo ereditato dal maglificio Sapam creato dai miei genitori. Negli anni Sessanta e Settanta la moda italiana e, soprattutto la maglieria, è stata interessata al gusto per motivi decorativi ricchi, complessi e colorati. Pensiamo ad esempio alle creazioni di Pucci e Roberta di Camerino nel tessuto a navetta, Missoni e Krizia nella maglieria&#8230; Successivamente tali motivi decorativi sono stati richiesti di meno, sostituiti da altre suggestioni che siamo stati in grado di soddisfare grazie alle abilità acquisite nel periodo del boom del jacquard. Si tratta di una nostra specificità che abbiamo voluto preservare per poterla mettere a disposizione dei nostri clienti.<br />
Inoltre <strong>non abbiamo mai prodotto una maglia del tutto &#8220;classica&#8221;. Anche nel caso di assenza di pattern, la preziosità del capo era data dalla mescolanza di filati differenti, dallo studio di punti ed intrecci personalizzati, dalla creazione di volumi innovativi nella fase di confezione.</strong> In alcuni casi, attraverso l&#8217;input e lo scambio di idee con i nostri clienti, abbiamo dato vita a forme davvero singolari che richiedevano quasi un libretto di istruzioni per capire come i capi in maglia dovevano essere indossati! È stato davvero entusiasmante!<br />
Negli ultimi 7-8 anni la richiesta di lavorazioni jacquard si è fatta di nuovo molto importante e il fatto di avere preservato nei nostri archivi lo storico dei punti ideati in passato e la memoria stessa del personale che lavora con noi da allora, è stato un grande vantaggio strategico! Oltre ovviamente al costante aggiornamento tecnologico dei macchinari. Siamo stati in grado pertanto di riproporre delle lavorazioni anche molto complesse che magari altri colleghi non sono più in grado attualmente di riprodurre.
<p style="margin-bottom: 24px;"><strong>Maddalena Mometti</strong>: Mi piacerebbe vedere alcuni esempi di queste maglie con volumi innovativi. Per chi li avete realizzati?<br />
<strong>Marzia Saccon</strong>: Principalmente erano modelli di <strong>Marithé et François Girbaud</strong>. Un&#8217;altra firma con cui collaboriamo da diverso tempo è <strong>Sara Pacini</strong>, un brand belga che attualmente sta lavorando però di più sui punti e sulla tridimensionalità della maglia stessa, non tanto sul volume. Abbiamo lavorato anche per <strong>Thierry Mugler</strong>. <strong>L&#8217;innovazione nella moda contemporanea è principalmente rivolta al tema della sostenibilità. E garantire un prodotto sostenibile impiegando numerosi fili e materiali diversi è una bella sfida!</strong>
<p style="margin-bottom: 24px;"><strong>Maddalena Mometti</strong>:<strong> Quali sono i materiali che lavorate?</strong><br />
<strong>Marzia Saccon</strong>: Nelle stagioni invernali lavoriamo il mohair di varie tipologie, diversi tipi di lana di alpaca e anche mix di fili diversi.<br />
In estate utilizziamo fili di viscosa, lino, cotone, tutti fili di fascia alta, molto sottili. In parte sono presenti anche mix di fili con poliammide e poliestere che servono per dare struttura al filo stesso e mix con fili di lurex per dare lucentezza.<strong> Lavoriamo tantissime fibre diverse!</strong><br />
<strong>In inverno siamo degli specialisti del mohair</strong>, lavoriamo sia quello fermo non elasticizzato di alta qualità, sia il mohair elasticizzato (che è ostico da lavorare e richiede competenze specialistiche)e il mohair seta di origine controllata e certificata per un cliente che fa solo prodotti completamente sostenibili.
<p><img src="https://www.maddalenadesign.it/chicwords/wp-content/uploads/2022/05/M3_knitwear_people_color_-900x600.jpg" alt="Chic Words | M3 Knitwear 4" width="900" height="600" class="alignleft size-medium wp-image-5001" /></p>
<p><img src="https://www.maddalenadesign.it/chicwords/wp-content/uploads/2022/05/M3_knitwear_people_color_3-900x600.jpg" alt="Chic Words | M3 Knitwear 5" width="900" height="600" class="alignleft size-medium wp-image-5005" /></p>
<p>&nbsp;<br />
&nbsp;</p>
<h2><span style="color: #7c8aa4;">L&#8217;impegno per una Moda Sostenibile</p>
<hr align=left width=30% size=3 color=7c8aa4></span></h2>
<p>&nbsp;</p>
<p style="margin-bottom: 24px;"><strong>Maddalena Mometti</strong>: <strong>Se un brand vi chiede un prodotto sostenibile, come si svolge questo processo?</strong><br />
<strong>Marzia Saccon</strong>: Abbiamo iniziato questo tipo di progetti per la prima volta alcuni anni fa per il marchio <strong>Katia Sanchez, che ha cominciato con noi a realizzare le sue collezioni di moda sostenibile</strong>.<br />
Prima di tutto abbiamo individuato un materiale che fosse puro per poter essere riciclato nel modo più agevole possibile.Inoltre una materia prima naturale di alta qualità permette al capo di avere una lunga vita: ovviamente perché ciò avvenga anche le varie fasi di lavorazione del capo stesso, come tessitura e confezione, devono essere svolte con molta cura. Infine i capi devono essere da noi trattati in modo molto specifico così che possano poi essere lavati tranquillamente in casa mantenendo inalterate tutte le caratteristiche di bellezza, morbidezza e vestibilità originali. Non dimentichiamo che il packaging deve essere anch’esso adeguatamente rispettoso delle regole di sostenibilità.<br />
<strong> Da questo primo progetto in poi, anche noi abbiamo voluto abbracciare un cammino di sostenibilità. </strong> <strong>Acquistiamo un filo certificato e stiamo lavorando affinché anche tutte le lavorazioni realizzate da noi siano certificate! Si tratta di un processo lento, fatto di molti passaggi.</strong> Grazie a dei finanziamenti europei abbiamo seguito alcuni corsi per documentarci sul tema e abbiamo eseguito una mappatura dell&#8217;azienda per capire il nostro grado di sostenibilità e come migliorare. Per quanto riguarda la sostenibilità sociale siamo già ai massimi livelli perché da sempre la nostra azienda si è adoperata per ridurre al minimo gli sprechi energetici e di materiale. Inoltre gli eventuali residui di materiali vengono messi a disposizione di persone terze, come ad esempio per gli ospiti delle case di riposo.Abbiamo già iniziato ad organizzare le consegne dei nostri prodotti finiti in modo più calcolato con l’obiettivo di ridurre il numero dei viaggi, quindi le emissioni di CO2 da esse provocate.
<p style="margin-bottom: 24px;"><strong>Maddalena Mometti</strong>: Una curiosità: quando si parla di materiali certificati dal punto di vista della sostenibilità, questo riguarda anche il fatto di <strong>evitare il maltrattamento degli animali</strong>?<br />
<strong>Marzia Saccon</strong>: Certamente!  Prendiamo come esempio il caso del mohair certificato, che deve venire da allevamenti che garantiscono il non maltrattamento degli animali. <strong>Gli allevamenti di capre per la realizzazione della lana mohair hanno iniziato da tempo il processo di certificazione</strong>. Si tratta di allevamenti di grosse dimensioni che, per le condizioni di vita richieste da questo tipo di capre, si trovano in Sudafrica, Texas e Turchia. Nel caso invece della lana di alpaca, gli allevamenti sono piccoli e sparsi per vaste aree geografiche, fatto che rende molto difficile poter effettuare dei controlli. Aggiungiamo inoltre il fatto che la domanda di materie prime certificate sta aumentando esponenzialmente, mentre l&#8217;offerta non è sufficientemente ampia, almeno al momento! Per questo motivo gli ordini di materie prime certificate vanno fatte con un anno di anticipo e con quantitativi ridotti!
<p style="margin-bottom: 24px;"><strong>Maddalena Mometti</strong>: In Italia ci sono allevamenti certificati</strong>?<br />
<strong>Marzia Saccon</strong>: Qualcuno ma molto piccolo. Se ne trovano di più in Francia, sui Pirenei, ma sempre di dimensioni ridotte.
<p><img src="https://www.maddalenadesign.it/chicwords/wp-content/uploads/2022/05/M3_knitwear_grey_.jpg" alt="Chic Words | M3 Knitwear 6" width="900" height="1350" class="alignleft size-full wp-image-5007" /><br />
&nbsp;<br />
&nbsp;</p>
<h2><span style="color: #7c8aa4;">Dove vedere i prodotti di M3 Knitwear</p>
<hr align=left width=30% size=3 color=7c8aa4></span></h2>
<p>&nbsp;</p>
<p style="margin-bottom: 24px;"><strong>Maddalena Mometti</strong>: Dove è possibile acquistare alcuni prodotti realizzati da voi per i brand con cui collaborate</strong>?<br />
<strong>Marzia Saccon</strong>: La maggior parte dei brand con cui collaboriamo vende anche tramite e-commerce. Alcuni capi realizzati per <strong>Sara Pacini </strong>sono disponibili anche nei negozi della catena <strong>La Rinascente</strong>. Katia Sancez vende solo ed esclusivamente <strong>online</strong>. Anche <strong>Natan</strong>, in Italia, vende solo tramite e-commerce.
<p>&nbsp;</p>
<h2><span style="color: #7c8aa4;">La collaborazione con le grandi firme</p>
<hr align=left width=30% size=3 color=7c8aa4></span></h2>
<p>&nbsp;</p>
<p style="margin-bottom: 24px;"><strong>Maddalena Mometti</strong>: Per un brand, come si svolge la collaborazione con voi?<br />
<strong>Marzia Saccon</strong>: Ogni inizio stagione facciamo una <strong>selezione dei filati dalle diverse filature italiane </strong>per i nostri clienti. Alcuni dei brand con cui collaboriamo vengono da noi in azienda per vedere le cartelle-colori, per altri ci spostiamo noi oppure si lavora da remoto.<br />
Successivamente realizziamo insieme le <strong>prove punti, interpretando lo stile, la filosofia delle diverse firme, a partire da schizzi, fotografie, schemi dettagliati o anche solo suggestioni emozionali che ci vengono fornite.</strong> Approvati gli schemi dei punti, si passa alla realizzazione dei prototipi.<br />
<br />Tutto il processo dura dai 3 ai 4 mesi e si ripete due volte l&#8217;anno per le stagioni principali. Ma ci sono dei clienti che non seguono stagionalità programmata classica e si inseriscono in questo calendario con tempistiche personalizzate. Si tratta di una collaborazione molto stretta in cui abbiamo di volta in volta 5 o 6 persone del nostro staff dedicate ad una singola collezione. Per ogni cliente riusciamo a sviluppare anche 60 / 70 modelli differenti! Per poter essere sostenibile il nostro lavoro, anche per l&#8217;acquisto di materie prime senza sovrapprezzi, consideriamo una produzione minima di circa 150 / 200 pezzi a modello. </p>
<p style="margin-bottom: 24px;"><strong>Maddalena Mometti</strong>:Cosa significa maglieria oggi? Come sono cambiate le tecnologie?<br />
<strong>Marzia Saccon</strong>: Da un lato l<strong>a maglieria si evolve continuamente dal punto di vista tecnologico sia per quanto  riguarda i macchinari che per la programmazione e la velocità di lavorazione</strong>. Le figure dei programmatori delle macchine tessili sono molto importanti! Anche il personale che lavora con noi da decenni, ogni 1 o 2 anni deve seguire dei corsi di aggiornamento.Dall&#8217;altro lato la maglieria resta un lavoro molto artigianale per quanto riguarda la confezione e la finitura. C&#8217;è un dualismo che deve coesistere.<br />
<strong>La maglieria in Italia si è evoluta perché in italia è stata mantenuta attiva tutta la filiera. Le filature più importanti sono tutte italiane</strong>, acquistano materie prime estere, ma i fili più belli e pregiati sono tutti prodotti in Italia! Di maglifici se ne sono conservati molti. <strong>I produttori di accessori e zip, gli esperti del ricamo e finissaggio ci sono. E sono fondamentali perché tutti apportano innovazione e creatività al prodotto finito.</strong><br />
In Francia, ad esempio, non ci sono più maglifici! Tutti i brand francesi si trovano a dover produrre all&#8217;estero e moltissimi vengono in Italia. <strong>Si comprende quindi come sia importantissimo preservare la filiera per mantenere questa forza specifica del Made in Italy!</strong><br />
<img src="https://www.maddalenadesign.it/chicwords/wp-content/uploads/2022/05/M3_knitwear_blackwhite.jpg" alt="Chic Words | M3 Knitwear 7" width="900" height="1350" class="alignleft size-full wp-image-5009" /></p>
<p>&nbsp;</p>
<h2><span style="color: #7c8aa4;">Altre chicche sull&#8217;ecoglamour: </span></h2>
<hr align=left width=30% size=3 color=7c8aa4>
<p><span style="color: #7c8aa4;"><a href="https://www.maddalenadesign.it/chicwords/gcfa-2020-milano/" title="Gli Oscar della Moda Sostenibile" rel="noopener" target="_blank"><span style="color: #7c8aa4;"><strong>&gt;&gt;&gt; Gli Oscar della Moda Sostenibile</strong></span></a></span></a>  “Cosa indossiamo rivela chi siamo e in cosa crediamo” Robert Downey</p>
<p><a title="Aquafil: un’azienda dove l’economia è davvero circolare" href="https://www.maddalenadesign.it/chicwords/it/aquafil/"><span style="color: #7c8aa4;"><strong>&gt;&gt;&gt; Aquafil: un’azienda dove l’economia è davvero circolare</strong></span></a> N.B. Aquafil è tra gli sponsor dei Green Carpet Fashion Award! We love it!</p>
<p><a title="Ananas for your ecoglamour" href="https://www.maddalenadesign.it/chicwords/it/ananas-for-your-eco-glamour/"><strong><span style="color: #7c8aa4;"> &gt;&gt;&gt; Ananas for your ecoglamour</span></strong></a></p>
<p><a title="Ecoalf: ridisegnare i modelli di business della moda" href="https://www.maddalenadesign.it/chicwords/it/ecoalf-ridisegnare-i-modelli-di-business-della-moda/"><strong><span style="color: #7c8aa4;"> &gt;&gt;&gt; Ecoalf: ridisegnare i modelli di business della moda</span></strong></a></p>
<p><a title="La rivoluzione di Carry Somers" href="https://www.maddalenadesign.it/chicwords/it/la-rivoluzione-di-carry-somers/"><strong><span style="color: #7c8aa4;"> &gt;&gt;&gt; La rivoluzione di Carry Somers</span></strong></a></p>
<p>&nbsp;<br />
&nbsp;<br />
&nbsp;<br />
&nbsp;<br />
NOTE<br />
<a name="nota1"></a>[1] Intervista realizzata a Marzia Saccon in data 7 marzo 2022.<br />
&nbsp;<br />
&nbsp;<br />
&nbsp;<br />
&nbsp; </p>
<p>IMMAGINI<br />
Immagini per gentile concessione di M3 Knitwear. Partendo dall’altro:<br />
[foto 1] Particolare maglia realizzata per Katia Sanchez</p>
<p>[foto 2] Foto dell&#8217;area produttiva di M3 Knitwear</p>
<p>[foto 3] Particolare maglia realizzata per Katia Sanchez</p>
<p>[foto 4] Foto della direzione di M3 Knitwear</p>
<p>[foto 5] Foto del personale di M3 Knitwear</p>
<p>[foto 6] Particolare maglia realizzata per Natan</p>
<p>[foto 7] Particolare maglia realizzata per Natan</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Consapevolmente Jeans</title>
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		<pubDate>Sun, 23 May 2021 13:49:20 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Vi siete mai chiesti quale sia il colore della sostenibilità? Dal punto di vista della comunicazione la sostenibilità è il più delle volte associata al colore verde, a richiamare un immaginario naturale e incontaminato. Tuttavia questa associazione, con il sedimentarsi nella nostra memoria visiva di immagini che ci hanno condizionato in tal senso, è diventato [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.maddalenadesign.it/chicwords/wp-content/uploads/2021/05/consapevolmente_jeans_cover-900x600.jpg" alt="Chic Words | Interview Par.co Denim" width="900" height="600" class="alignleft size-medium wp-image-4222" /></p>
<p style="margin-bottom: 24px;">Vi siete mai chiesti quale sia il colore della sostenibilità? Dal punto di vista della comunicazione la sostenibilità è il più delle volte associata al colore <strong>verde</strong>, a richiamare un <strong>immaginario naturale</strong> e incontaminato. Tuttavia questa associazione, con il sedimentarsi nella nostra memoria visiva di immagini che ci hanno condizionato in tal senso, è diventato un riflesso indotto. Come avrete notato, nelle pagine di <em> Chic Words</em> in cui diverse volte si è parlato di <span style="color: #7c8aa4;"><strong>Sustainable Fashion</strong></span> i <strong>colori</strong> utilizzati sono stati volutamente <strong>molteplici</strong> (non necessariamente sfumature di verde)! <strong>Mi piace infatti pensare che vi siano molti modi, tecniche, strategie e strade che possono condurci verso una  </strong><span style="color: #7c8aa4;"><strong>Moda</strong></span> <strong>più </strong> <span style="color: #7c8aa4;"><strong>Sostenibile</strong></span>, grazie ai progressi della ricerca e all&#8217;impegno di professionisti e aziende.<br />Nella mia nuova intervista ho voluto pertanto presentarvi un approfondimento sul <strong>blue jeans</strong>!</p>
<p style="margin-bottom: 24px;">Non so voi, ma io da qualche giorno ho una gran voglia di jeans! Si sta finalmente avvicinando la primavera e non vedo l&#8217;ora di riscoprire il piacere di indossare a pelle un bel paio di jeans. Solo la parola mi fa ripensare alle gite fuori porta e inizio già a sentire profumo di salsedine!<br />
Con la paura di farmi cogliere impreparata dalle prime giornate calde, oggi mi sono lanciata nella risistemazione degli armadi di casa per iniziare a predisporre il cambio stagionale. Ho ritrovato alcuni capi jeans di qualche anno fa &#8211; che non metto più &#8211; da cui non riesco a separarmi perché mi hanno accompagnato in occasioni importanti e piacevoli della mia vita. <strong>Ed ho realizzato quanto questo tessuto sia diffuso nel mio guardaroba</strong>. Ma nel caso del jeans, si può parlare ancora di <span style="color: #7c8aa4;"><strong>ecoglamour</strong></span>?</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2><span style="color: #7c8aa4;">Nel caso del jeans<br />si può parlare ancora di ecoglamour?</p>
<hr align=left width=30% size=3 color=7c8aa4></span></h2>
<p>&nbsp;<br />
<img src="http://www.maddalenadesign.it/chicwords/wp-content/uploads/2021/05/parco-denim-jeans-900x600.jpg" alt="Chic Words | Interview Par.co Denim | jeans" width="900" height="600" class="alignleft size-medium wp-image-4224" /><br />
&nbsp; </p>
<p style="margin-bottom: 24px;">Nel caso del jeans si può parlare ancora di <span style="color: #7c8aa4;"><strong>ecoglamour</strong></span>?<br /> Ho fatto per voi questa domanda ad un nuovo brand italiano, giovane e consapevole ed ecco le risposte di <strong>Fedora Agosti, Sustainability Ambassador di Par.co Denim</strong>. <a href="#nota1">[Nota 1]</a></p>
<p style="margin-bottom: 24px;"><strong>Maddalena Mometti</strong>: <strong>Chi è Par.co Denim?</strong> E, soprattutto, secondo voi <strong>si può parlare di sostenibilità nel mondo del jeans?</strong><br />
<strong>Fedora Agosti</strong>: Par.co Denim è il <strong>brand fondato nel 2014</strong> dai cugini Diego e Matteo Parimbelli &#8211; il nome deriva dall’acronimo di <em><strong>Parimbelli cousins</strong></em> &#8211; <strong>perseguendo l&#8217;idea di creare un marchio che produca jeans di alta qualità, in Italia, in modo sostenibile</strong>. Questo diventa possibile ripensando l&#8217;intera filiera produttiva dei jeans, applicando fin dall&#8217;inizio del ciclo di vita del capo politiche di sostenibilità: nella scelta delle materie prime, degli accessori, dei fornitori, dei collaboratori e dei partner. Grazie alla profonda e diretta conoscenza del mondo del denim e delle sue potenzialità di Matteo Parimbelli, <strong>sì la sfida di creare dei jeans sostenibili diventa possibile!</strong></p>
<p></p>
<p style="margin-bottom: 24px;"><strong>Maddalena Mometti</strong>:<strong> Come nasce una collezione Par.co Denim?</strong><br />
<strong>Fedora Agosti</strong>: La nostra attualmente è una micro impresa. Ad oggi <strong>il design e la prototipazione del prodotto sono seguiti interamente da Matteo Parimbelli</strong> &#8211; che ha una esperienza pregressa di 15 anni nel mondo Denim &#8211; in collaborazione con una modellista. Questo gli permette di seguire tutto il processo di sviluppo del capo e di tracciare quindi con precisione la filiera e garantire in prima persona che vengano compiute le scelte più in linea con l&#8217;impegno alla sostenibilità. L&#8217;azienda sta comunque vivendo un momento positivo, nonostante la difficile situazione contingente, e stiamo ipotizzando di allargare il team di design interno con l&#8217;obiettivo di andare a creare un total look Par.co Denim: quindi non solo jeans ma anche giacche e molto altro!<br />
<strong>Lo stile e la sostenibilità sono due aspetti che viaggiano sempre di pari passo nelle nostre collezioni</strong>. Ti faccio un esempio. Se Matteo visiona un tessuto o un tipo di colorazione che trova interessante, ma di cui non è possibile verificare la rispondenza al desiderio di ridurre al minimo l&#8217;impatto sull&#8217;ambiente, tale tessuto o tecnologia vengono scartate a priori. L&#8217;abilità sta nel ricercare la bellezza e lo stile muovendosi però con una grande consapevolezza! I nostri capi sono realizzati in Italia con una <strong>filiera corta 100% Made in Italy</strong>: piccoli artigiani e aziende locali, che si trovano entro 35 km dalla sede del marchio a Bergamo, confezionano i nostri jeans.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2><span style="color: #7c8aa4;">Filiera corta: 100% Made in Italy</p>
<hr align=left width=30% size=3 color=7c8aa4></span></h2>
<p>&nbsp;<br />
<img src="http://www.maddalenadesign.it/chicwords/wp-content/uploads/2021/05/Parco_Denim_Reportage_Berto_Michele-Stroppa_Parco_filatura.jpg" alt="Chic Words | Interview Par.co Denim | Berto filatura" width="900" height="1350" class="alignleft size-full wp-image-4226" /></p>
<p style="margin-bottom: 24px;"><strong>Maddalena Mometti</strong>: Ho visto che avete partecipato al <strong>WHITE 2021 di Milano </strong> a febbraio, vuoi raccontarmi un po&#8217; di questo evento?<br />
<strong>Fedora Agosti</strong>: Certo. Par.co Denim è stato uno dei brand emergenti selezionati per presentare i propri capi all&#8217;interno della sezione WSM di WHITE Milano ovvero <strong>White Sustainable Market.</strong> E ne siamo molto orgogliosi!<br />
La <strong>collezione autunno-inverno 2021</strong> è stata mostrata in anteprima in tale occasione <strong>e rappresenta un total look</strong>. <strong>È stata realizzata interamente con cotone biologico certificato GOTS e tessuto rigenerato Global Recycled Standard (GRS)</strong> prodotto con poliestere rigenerato e cotone riciclato.<a href="#nota2">[Nota 2]</a> <a href="#nota3">[Nota 3]</a> <br /> Per lo shooting dei capi scelti per il White Sustainable Market, <strong>White Milano ha messo a disposizione un team di professionisti che hanno interpretato le proposte dei brand presenti</strong>.<br />Proprio in questi giorni stiamo lavorando per partecipare all’edizione estiva!</p>
<p>&nbsp;<br />
******</p>
<p style="margin-bottom: 24px;"><strong><em>WHITE Milano, nata nel 2000, è un&#8217;importante vetrina per la moda contemporanea </strong>dedicata a designer e stilisti emergenti, che viene presentata durante la Milano Fashion Week con 4 appuntamenti all&#8217;anno. Racconta inoltre l&#8217;artigianato per la moda e le nuove tendenze e si pone come un&#8217;opportunità di lancio per marchi, designer e aziende giovani.<br />
Dal 2020 WHITE si è dotata anche di una presenza online e nel 2021 si è arricchita di una serie di “Special Area” tematiche, una delle quali è dedicata al tema della <span style="color: #7c8aa4;"><strong>Sustainable Fashion</strong></span>: White Sustainable Market.</em> <a href="#nota4">[Nota 4]</a></p>
<p>******<br />
&nbsp;</p>
<p style="margin-bottom: 24px;"><strong>Maddalena Mometti</strong>: Ho letto che le nuove collezioni Par.co Denim dal 2020 utilizzano <strong>un tessuto &#8220;particolare&#8221;</strong>, vuoi raccontarci tu i suoi punti di interesse?<br />
<strong>Fedora Agosti</strong>: Sì, volentieri. Si chiama <strong>Bio Eco Denim</strong>. Si tratta di un tessuto di cui siamo particolarmente orgogliosi! Viene prodotto da uno dei nostri fornitori di fiducia: <strong>Berto Industria tessile</strong>, azienda italiana da più 130 anni! <a href="#nota5">[Nota 5]</a><br />
Siamo molto orgogliosi di averlo scelto. Arriva da uno dei nostri fornitori di fiducia Berto Industria tessile, azienda italiana con più di 130 anni di storia. <br />
<strong>La materia prima di cui è fatto</strong> è, come dicevamo prima,<strong> cotone biologico certificato GOTS</strong>. Nel caso specifico, il cotone viene coltivato &#8211; in assenza di pesticidi e di fertilizzanti chimici e senza l&#8217;uso di sementi modificate geneticamente &#8211; in India, dove viene avviene la anche la sgranatura. Successivamente, la filatura avviene in una manifattura di Cene, vicino a Bergamo, per essere tessuto in seguito dal nostro fornitore Berto Industria Tessile, vicino a Padova.<br />
Un altro elemento da sottolineare è il processo di tintura. L’indaco è la tinta dal tipico colore blu utilizzato per tingere l’ordito ovvero il filo che, insieme alla trama, formerà il tessuto denim. <strong>Bio Eco Denim viene tinto con indaco di origine naturale</strong>, ovvero dalla lavorazione delle foglie della pianta Indigofera Tinctoria attraverso un processo di bio-fermentazione!</p>
<p><img src="http://www.maddalenadesign.it/chicwords/wp-content/uploads/2021/05/parco-denim-jeans-dettaglio-900x600.jpg" alt="Chic Words | Interview Par.co Denim | jeans detail" width="900" height="600" class="alignleft size-medium wp-image-4272" /></p>
<p style="margin-bottom: 24px;"><strong>Maddalena Mometti</strong>: Una curiosità, visto che il tema della sostenibilità sta diventando un elemento di primaria importanza nel settore moda: <strong>come si diventa Sustainability Ambassador</strong>?<br />
<strong>Fedora Agosti</strong>: Io posso parlare per la mia esperienza personale.<br />Ho conseguito una laurea triennale in Filosofia e una laurea magistrale in Cooperazione Internazionale. Durante il percorso di studi di quest&#8217;ultima, ho partecipato ad uno scambio ERASMUS in Inghilterra, grazie al quale ho potuto svolgere un tirocinio all&#8217;interno dell&#8217;ufficio Ambiente e Sostenibilità dell&#8217;Università stessa (circa 5 anni fa). Tale esperienza mi ha aperto gli occhi su questo tema e la nuove professioni ad esso collegate. Successivamente ho seguito un Master della Fondazione Feltrinelli sulla sostenibilità in azienda.</p>
<p style="margin-bottom: 24px;"><strong>Maddalena Mometti</strong>: <strong>E cosa fa un Sustainability Ambassador?</strong> <br />
<strong>Fedora Agosti</strong>: Quando arriva in azienda la richiesta per un nuovo progetto, faccio una prima analisi per evidenziare tutte le potenziali criticità ed opportunità dal punto di vista della sostenibilità e un elenco degli aspetti o temi su cui dobbiamo documentarci per portarlo avanti.<br />In questo periodo, sto iniziando a sistematizzare tutti i documenti aziendali relativi alle policy di sostenibilità: scelta delle materie prime,  rapporto con i fornitori, codice etico, manuale per i lavoratori, e <strong>tutto ciò che è necessario per rendere operativo il valore della sostenibilità</strong>. Entro  la fine del 2021 anno Par.co Denim elaborerà una vera e propria <strong>Strategia della Sostenibilità</strong>. Essendo una piccola azienda non avremmo l&#8217;obbligo di redigere tutta questa documentazione, ma è qualcosa in cui crediamo e quindi desideriamo farlo!</p>
</p>
<p style="margin-bottom: 24px;"><strong>Maddalena Mometti</strong>: Quali sono i vostri <strong>obiettivi futuri</strong> per superare questo momento così critico per il settore moda?<br />
<strong>Fedora Agosti</strong>: Stiamo implementando sempre di più la <strong>comunicazione digitale del nostro brand</strong> e arricchendo l&#8217;<strong>esperienza di acquisto online</strong>. Stiamo lavorando sulla possibilità di <strong>offrire ai nostri clienti di poter personalizzare il capo che vogliono comprare</strong>.<br />
Un&#8217;esperienza di acquisto particolare invece già disponibile a partire da novembre 2020 (e che sta suscitando un certo interesse) è quella dei <strong>pre-ordini in serie</strong>. Per la primavera-estate 2021 sono stati lanciati già 5 capi nuovi. Ecco come funziona. Prima di tutto <strong>Par.co Denim acquista una metratura di tessuto per la realizzazione di un numero definito di capi</strong>. Successivamente <strong>viene indicata una scadenza entro cui prenotare il proprio capo</strong> realizzato con tale tessuto con un prezzo vantaggioso. La produzione inizia al completamento delle richieste. Di conseguenza<strong> la produzione avviene in piccola serie e su richiesta specifica dell&#8217;utente, evitando al massimo sprechi e sovraproduzioni</strong>. Inoltre questo sistema favorisce la customizzazione e la produzione di micro collezioni. Il sistema ovviamente nelle fasi iniziali non potrà essere perfetto al 100%, ma rappresenta sicuramente un&#8217;alternativa più sostenibile rispetto alla produzione in serie e, via via che gli utenti prenderanno consapevolezza dei vantaggi e della logica dei pre-ordini confidiamo che il sistema si perfezionerà percorrendo insieme questa strada! Come nostra filosofia <strong>vorremmo progressivamente allontanarci dalla logica dei saldi di fine stagione e lavorare interamente con i pre-ordini!</strong></p>
</p>
<p style="margin-bottom: 24px;"><strong>Grazie a Fedora Agosti e Par.co Denim possiamo quindi aggiungere l&#8217;indaco ai colori della sostenibilità! </strong>Oltre che inserire anche il jeans all&#8217;interno del nostro guardaroba all&#8217;insegna della Sustainable Fashion.<br />
Se dovessi descrivere con due aggettivi questo nuovo brand, le parole che mi vengono in mente sono <strong><em>trasparenza </em> ed</strong> <strong><em>entusiasmo</em></strong>. <em>Trasparenza</em> perché davvero sono molto aperti a presentare nel modo più veritiero possibile i loro processi aziendali e le materie prime. <em>Entusiasmo </em>perché si percepisce chiaramente il desiderio e la passione con cui vogliono innovare la filiera della moda verso un modello sostenibile!</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2><span style="color: #7c8aa4;">Altre chicche sull&#8217;ecoglamour: </span></h2>
<hr align=left width=30% size=3 color=7c8aa4>
<p><span style="color: #7c8aa4;"><a href="http://www.maddalenadesign.it/chicwords/gcfa-2020-milano/" title="Gli Oscar della Moda Sostenibile" rel="noopener" target="_blank"><span style="color: #7c8aa4;"><strong>&gt;&gt;&gt; Gli Oscar della Moda Sostenibile</strong></span></a></span></a>  “Cosa indossiamo rivela chi siamo e in cosa crediamo” Robert Downey</p>
<p><a title="Aquafil: un’azienda dove l’economia è davvero circolare" href="http://www.maddalenadesign.it/chicwords/it/aquafil/"><span style="color: #7c8aa4;"><strong>&gt;&gt;&gt; Aquafil: un’azienda dove l’economia è davvero circolare</strong></span></a> N.B. Aquafil è tra gli sponsor dei Green Carpet Fashion Award! We love it!</p>
<p><a title="Ananas for your ecoglamour" href="http://www.maddalenadesign.it/chicwords/it/ananas-for-your-eco-glamour/"><strong><span style="color: #7c8aa4;"> &gt;&gt;&gt; Ananas for your ecoglamour</span></strong></a></p>
<p><a title="Ecoalf: ridisegnare i modelli di business della moda" href="http://www.maddalenadesign.it/chicwords/it/ecoalf-ridisegnare-i-modelli-di-business-della-moda/"><strong><span style="color: #7c8aa4;"> &gt;&gt;&gt; Ecoalf: ridisegnare i modelli di business della moda</span></strong></a></p>
<p><a title="La rivoluzione di Carry Somers" href="http://www.maddalenadesign.it/chicwords/it/la-rivoluzione-di-carry-somers/"><strong><span style="color: #7c8aa4;"> &gt;&gt;&gt; La rivoluzione di Carry Somers</span></strong></a></p>
<p>&nbsp;<br />
&nbsp;<br />
&nbsp;<br />
&nbsp; </p>
<p>NOTE</p>
<p><a name="nota1"></a>[1] Intervista a Fedora Agosti, Sustainability Ambassador di Par.co Denim, realizzata in data 18 gennaio 2021. Sito web ufficiale di Par.co Denim:<a href="https://parcodenim.com" title="Par.Co Denim" rel="noopener" target="_blank"> https://parcodenim.com</a></p>
<p><a name="nota2"></a>[2] La sigla GOTS sta per <strong>Global Organic Textile Standard</strong>. &#8220;GOTS è lo standard di lavorazione tessile leader a livello mondiale per le fibre organiche, che include criteri ecologici e sociali, supportato da una certificazione indipendente dell&#8217;intera catena di approvvigionamento tessile. I prodotti finali certificati GOTS possono includere prodotti in fibra, filati, tessuti, vestiti, tessili per la casa, materassi, prodotti per l&#8217;igiene personale, così come tessili a contatto con gli alimenti e altro ancora.&#8221; Fonte: <a href="https://www.global-standard.org" title="GOTS" rel="noopener" target="_blank">https://www.global-standard.org</a></p>
<p><a name="nota3"></a>[3] &#8220;Il <strong>Global Recycled Standard (GRS)</strong> è uno standard internazionale, volontario e completo che stabilisce i requisiti per la certificazione di terzi dell&#8217;input riciclato, della catena di custodia, delle pratiche sociali e ambientali e delle restrizioni chimiche. L&#8217;obiettivo primario del GRS è quello di aumentare l&#8217;uso di materiali riciclati nei prodotti e ridurre gli impatti sociali, ambientali e chimici dannosi della produzione.&#8221;<br />
Tra i requisiti della certificazione: &#8220;I materiali sono verificati per soddisfare la definizione ISO di riciclato. Sono accettati sia i materiali pre-consumo che quelli post-consumo.[…] I siti GRS devono soddisfare rigorosi requisiti sociali e ambientali. I prodotti chimici potenzialmente dannosi non possono essere utilizzati sui prodotti GRS.&#8221;<br />
Fonte: <a href="https://textileexchange.org/wp-content/uploads/2020/07/GRS-403-V4.0-Quick-Guide-to-the-RCS-and-GRS.pdf" title="Textile Exchange" rel="noopener" target="_blank">https://textileexchange.org </a></p>
<p><a name="nota4"></a>[4] Sito ufficiale di WHITE Milano: <a href="https://www.wsm-white.com" title="White Milano" rel="noopener" target="_blank">https://www.wsm-white.com</a></p>
<p><a name="nota5"></a>[5] Berto Industria Tessile, sito ufficiale: <a href="https://www.berto.it" title="Berto Industria Tessile" rel="noopener" target="_blank">https://www.berto.it</a></p>
<p>&nbsp;<br />
IMMAGINI<br />
Immagini per gentile concessione di Par.Co Denim. Partendo dall&#8217;altro:<br />
[foto 1] Composizione grafica di Maddalena Mometti con un dettaglio di Par.co Denim Jeans</p>
<p>[foto 2] Par.Co Denim collezione autunno-inverno 2021</p>
<p>[foto 3] Tessitura del jeans da parte di Berto Industria Tessile</p>
<p>[foto 4] Par.Co Denim &#8211; dettaglio jeans</p>
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		</item>
		<item>
		<title>Gli Oscar della Moda Sostenibile</title>
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		<pubDate>Sun, 03 Jan 2021 14:44:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[maddy]]></dc:creator>
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		<category><![CDATA[Eco-glamour]]></category>
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		<description><![CDATA[<ul class="cml_flags cml_flags_on_top"></ul>Uno dei principali buoni propositi che ho deciso di coltivare in questo anno nuovo di zecca è di non farmi travolgere dagli impegni quotidiani di lavoro e di riservare il giusto spazio a progetti a lungo termine, quelli che ti solleticano la mente mentre sei in ufficio in una giornata grigia, quando tutto appare troppo [&#8230;]]]></description>
	<ul class="cml_flags cml_flags_on_top"></ul>			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone size-medium wp-image-3622" src="http://www.maddalenadesign.it/chicwords/wp-content/uploads/2021/01/GCFA_cover-900x600.jpg" alt="Chic Words | Green Carpet Fashion Awards" width="900" height="600" /></p>
<p style="margin-bottom: 24px;">Uno dei principali buoni propositi che ho deciso di coltivare in questo anno nuovo di zecca è di <strong>non farmi travolgere dagli impegni quotidiani di lavoro e di riservare il giusto spazio a progetti a lungo termine</strong>, quelli che ti solleticano la mente mentre sei in ufficio in una giornata grigia, quando tutto appare troppo complicato per funzionare, quelli che al solo pensiero la sera ti addormenti sorridendo e la notte ti fanno sognare successi e feste glamour in stile hollywoodiano, quelli che tutti di dicono: &#8220;Non si può fare!&#8221;&#8230; Ed è lì che ti viene ancora più voglia di realizzarli! Ma soprattutto<strong> voglio impegnarmi a non procrastinare più nulla</strong>, perché se c&#8217;è un insegnamento ho imparato dal 2020 è che la libertà è un diritto ma è anche un privilegio, che il tempo non sempre è infinito e che a volte accade l&#8217;inimmaginabile e<strong> la vita, quella bella, vera e autentica non si può e non si deve mettere in pausa. Mai più</strong>.</p>
<p style="margin-bottom: 24px;"><strong>E uno dei progetti a cui tengo maggiormente è la corrispondenza con voi <em>Smart &amp; Chic Souls</em> attraverso le Pagine Chic. </strong>Perciò eccomi di nuovo a voi. L&#8217;argomento di oggi è un focus sull&#8217;<span style="color: #7c8aa4;"><strong>ecoglamour</strong></span> e la moda sostenibile, che voglio raccontarvi dal giardino virtuale dei <span style="color: #7c8aa4;"><strong>Green Carpet Fashion Awards 2020</strong></span>.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2><span style="color: #7c8aa4;">Entriamo nel giardino virtuale<br />
dei Green Carpet Fashion Awards 2020</p>
<hr align=left width=30% size=3 color=7c8aa4></span></h2>
<p>&nbsp;</p>
<p style="margin-bottom: 24px;"><strong>L&#8217;evento</strong>, nato nel 2017,<a href="#nota1">[Nota 1]</a> è stato <strong>organizzato da Camera Nazionale della Moda Italiana</strong> ed <strong>Eco Age</strong>, con il supporto del <strong>Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale</strong> e di <strong>ICE Agenzia</strong>, come una sorta di Oscar della Moda dedicato a professionisti e brand che si sono distinti per l&#8217;attenzione rivolta al tema della sostenibilità. E già questo lo rende un evento davvero interessante.</p>
<p style="margin-bottom: 24px;">Ma l&#8217;edizione digitale del 10 ottobre 2020 è stata inoltre particolarmente innovativa grazie all&#8217;<strong>utilizzo di tecnologie di Augmented Reality e della Telepresenza Oleografica</strong>.</p>
<p>&nbsp;<br />
<img class="alignnone size-medium wp-image-3629" src="http://www.maddalenadesign.it/chicwords/wp-content/uploads/2021/01/teatro_alla_scala_phygital-900x600.jpg" alt="Chic Words | Green Carpet Fashion Awards - Teatro alla Scala" width="900" height="600" /></p>
<p style="margin-bottom: 24px;">La serata rende davvero all&#8217;ennesima potenza il concetto di come la sostenibilità possa abbracciare il glamour e lo stile, a partire dalla <strong>location phygital</strong> ovvero <strong>il Teatro alla Scala di Milano</strong>, invaso da piante rampicanti, fiori tropicali, cascate naturali e farfalle, <strong>in una esplosione di elementi naturali digitali</strong>.</p>
<p style="margin-bottom: 24px;">&#8220;Questa serata è dedicata ai valori dell&#8217;etica e della sostenibilità&#8221; così Robert Downey <a href="#nota2">[Nota 2]</a> introduce i Green Carpet Fashion Awards 2020 e prosegue: &#8220;<strong>La Moda può avere un ruolo di leader [nella transizione verso un mondo migliore] perché è artistica quanto la poesia e influente quanto la politica</strong> [&#8230;]. Cosa indossiamo rivela chi siamo e in cosa crediamo.&#8221;</p>
<p> Questa frizzante introduzione apre la serata delle premiazioni in un susseguirsi di ospiti e vincitori davvero degno di nota.<br />
&nbsp;</p>
<h2><span style="color: #7c8aa4;">&#8220;Cosa indossiamo rivela chi siamo e in cosa crediamo&#8221;<br />
Robert Downey</p>
<hr align=left width=30% size=3 color=7c8aa4></span></h2>
<p>&nbsp;<br />
<img src="http://www.maddalenadesign.it/chicwords/wp-content/uploads/2021/01/GCFA_premio-900x600.jpg" alt="Chic Words | Green Carpet Fashion Awards - Premio" width="900" height="600" class="alignnone size-medium wp-image-3650" /><br />
&nbsp;</p>
<h2><span style="color: #7c8aa4;">GCFA Visionary Award<br />
Zendaya</p>
<hr align=left width=30% size=3 color=7c8aa4></span></h2>
<p style="margin-bottom: 24px;">&#8220;Tonight we are going to refashion the world [oggi rimodelleremo il mondo]&#8221; con queste parole Livia Firth apre l&#8217;inizio della cerimonia di consegna dei premi e presenta la prima vincitrice: <strong>Zendaya</strong>.<br /> <br />
Zendaya è il nome d’arte di Zendaya Maree Stoerman Coleman, attrice che ha messo a disposizione la sua visibilità professionale per promuovere valori quali <strong>l&#8217;inclusività e la diversità nella moda</strong>. <a href="#nota3">[Nota 3]</a> </p>
<p>&nbsp;</p>
<h2><span style="color: #7c8aa4;">GCFA Responsible Disruption Award<br />
Progetto Quid</p>
<hr align=left width=30% size=3 color=7c8aa4></span></h2>
<p style="margin-bottom: 24px;">Il premio <em>GCFA Responsible Disruption Award</em> viene assegnato al <strong>Progetto Quid</strong>, che viene ritirato virtualmente da <strong>Anna Fiscale</strong>, Fondatrice e Presidente di Quid.</p>
<p>&#8220;Quid è un’impresa sociale che offre un’opportunità di lavoro sicuro a persone vulnerabili — soprattutto donne — che hanno combattuto e superato situazioni difficili a livello personale o sociale.&#8221; così viene descritta l&#8217;associazione nel sito ufficiale.<a href="#nota4">[Nota 4]</a> Progetto Quid è il brand di moda etica e sostenibile realizzato dall&#8217;impresa sociale Quid, caratterizzato da abbigliamento e accessori in edizione limitata, prodotti da eccedenze di tessuti messe a disposizione dalle più prestigiose aziende di moda e del settore tessile.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2><span style="color: #7c8aa4;">GCFA Best Independent Designer Award <br />
Sindiso Khumalo</p>
<hr align=left width=30% size=3 color=7c8aa4></span></h2>
<p style="margin-bottom: 24px;"><strong>Sindiso Khumalo</strong> è una designer di tessuti sostenibili con una forte enfasi sulle influenze africane, che ha base a Città del Capo.<a href="#nota5">[Nota 5]</a> I suoi tessuti sono disegnati attraverso acquerelli e collage e lavora a stretto contatto con una ONG per lo sviluppo di tessuti fatti a mano per le sue collezioni. Nell&#8217;ottobre 2015 ha vinto il concorso &#8220;Who&#8217;s On Next &#8211; Dubai&#8221; di Vogue Italia e sta lavorando a stretto contatto con l&#8217;International Trade Centre <strong>Ethical Fashion Initiative</strong>.<a href="#nota6">[Nota 6]</a></p>
<p>&nbsp;</p>
<h2><span style="color: #7c8aa4;">GCFA North Star Award<br />
Nazioni Unite per The UN Global Goals</p>
<hr align=left width=30% size=3 color=7c8aa4></span></h2>
<p style="margin-bottom: 24px;">Il premio <em>North Star</em> viene riservato ad associazioni o persone che danno prova di una leadership straordinaria e viene ritirato da <strong>Tatiana Valovaya,</strong> Direttore Generale delle Nazioni Unite. Il premio si riferisce ai <strong>Sustainable Development Goals </strong>(SDG), ovvero i 17 obiettivi stilati per uno sviluppo sostenibile messi a punto dalle Nazioni Unite. <a href="#nota7">[Nota 7]</a></p>
<p style="margin-bottom: 24px;">Tatiana Valovaya ricorda inoltre la recente creazione dalla <strong>UN Alliance for Sustainable Fashion </strong>: &#8220;un&#8217;iniziativa delle agenzie delle Nazioni Unite e delle organizzazioni alleate, concepita per contribuire agli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile attraverso un&#8217;azione coordinata nel settore della moda. In particolare, l&#8217;Alleanza lavora per sostenere il coordinamento tra gli organismi delle Nazioni Unite che lavorano nel settore della moda e promuovere progetti e politiche che garantiscano che la catena del valore della moda contribuisca al raggiungimento degli obiettivi di sviluppo sostenibile.&#8221;<a href="#nota8">[Nota 8]</a></p>
<p>&nbsp;</p>
<h2><span style="color: #7c8aa4;">GCFA Art of Craftmanship Award<br />
Agli artigiani italiani</p>
<hr align=left width=30% size=3 color=7c8aa4></span></h2>
<p style="margin-bottom: 24px;"><strong>Il premio viene assegnato a tutto il tessuto di artigiani che costituisce il fondamento della moda italiana e, insieme al design, il tratto distintivo del <span style="color: #7c8aa4;">Made in Italy</span></strong>.<br /><strong> Giuseppe Conte</strong>, Presidente del Consiglio dei Ministri della Repubblica Italiana, ricorda in tale occasione l&#8217;importante contributo degli artigiani per l&#8217;industria della moda e l&#8217;industria italiana in genere.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="margin-bottom: 24px;">Ospiti presenti in Telepresenza Oleografica non si distinguono dai conduttori effettivamente presenti a Milano,<strong> un vero evento in stile High-Tech Fashion, grazie alla partnership con aziende come ARHT Media e Northhouse Studio</strong>.<br />Sono davvero entusiasta dell&#8217;evento, dei valori rappresentati per lo sviluppo di una Sustainable Fashion e degli ospiti di interesse intervenuti. Non vedo l&#8217;ora di assistere all&#8217;evento 2021! E voi?</p>
<p style="margin-bottom: 24px;">Nel frattempo, per chi se li fosse persi, <strong>sotto la foto della bellissima Zendaya, ho riportato il link agli altri post dedicati da Chic Words al tema dell&#8217;</strong><span style="color: #7c8aa4;"><strong>ecoglamour</strong></span>, in modo che possiate arrivare preparati ai prossimi GCFA!</p>
<p>&nbsp;<br />
<img src="http://www.maddalenadesign.it/chicwords/wp-content/uploads/2021/01/GCFA_Zendaya-900x600.jpg" alt="hic Words | Green Carpet Fashion Awards -  Zendaya" width="900" height="600" class="alignnone size-medium wp-image-3671" /></p>
<p>&nbsp;</p>
<h2><span style="color: #7c8aa4;">Altre chicche sull&#8217;ecoglamour: </span></h2>
<hr align=left width=30% size=3 color=7c8aa4>
&nbsp;</p>
<p><a title="Aquafil: un’azienda dove l’economia è davvero circolare" href="http://www.maddalenadesign.it/chicwords/it/aquafil/"><span style="color: #7c8aa4;"><strong>&gt;&gt;&gt; Aquafil: un’azienda dove l’economia è davvero circolare</strong></span></a> N.B. Aquafil è tra gli sponsor dei Green Carpet Fashion Award! We love it!</p>
<p><a title="Ananas for your ecoglamour" href="http://www.maddalenadesign.it/chicwords/it/ananas-for-your-eco-glamour/"><strong><span style="color: #7c8aa4;"> &gt;&gt;&gt; Ananas for your ecoglamour</span></strong></a></p>
<p><a title="Ecoalf: ridisegnare i modelli di business della moda" href="http://www.maddalenadesign.it/chicwords/it/ecoalf-ridisegnare-i-modelli-di-business-della-moda/"><strong><span style="color: #7c8aa4;"> &gt;&gt;&gt; Ecoalf: ridisegnare i modelli di business della moda</span></strong></a></p>
<p><a title="La rivoluzione di Carry Somers" href="http://www.maddalenadesign.it/chicwords/it/la-rivoluzione-di-carry-somers/"><strong><span style="color: #7c8aa4;"> &gt;&gt;&gt; La rivoluzione di Carry Somers</span></strong></a></p>
<p>&nbsp;<br />
&nbsp;<br />
&nbsp;<br />
&nbsp;<br />
NOTE<br />
<a name="nota1"></a>[1] I Green Carpet Fashion Awards sono nati nel 2017 ma l&#8217;idea risale al 2010 quando Lidia Firth ai Golden Globes del 2010, indossa un abito da sposa vintage dando l&#8217;avvio al Green Carpet Challenge.<br />
Livia Firth, all’anagrafe Livia Giuggioli, è una produttrice cinematografica italiana, sposata con l’attore premio Oscar Colin Firth. Livia è anche la fondatrice e direttrice creativa di Eco Age, il primo negozio etico, meglio definito nella maniera ormai sempre più diffusa di concept store, sito a Londra.</p>
<p><a name="nota2"></a>[2] Robert John Downey Jr. è un attore e produttore cinematografico statunitense.<br />
Dal 2008, Downey è emerso a livello internazionale grazie al ruolo del supereroe Iron Man, apparendo nei film del Marvel Cinematic Universe (ovvero  un media franchise incentrato su una serie di film di supereroi prodotti dai Marvel Studios e basati sui personaggi apparsi nelle pubblicazioni della Marvel Comics.)<br />
Meno noto ma molto interessante per noi che è che ha ideato la <a href="https://www.footprintcoalition.com" title="Footprint Coalition" rel="noopener" target="_blank"> Footprint Coalition</a>, associazione che investe e promuove l&#8217;uso delle nuove tecnologie per la salvaguardia dell&#8217;ambiente.</p>
<p><a name="nota3"></a>[3] Per conoscere di più su Zendaya e le sue azioni a favore dell&#8217;inclusività e diversità nella moda, visita la sua pagina Facebook <a href="https://www.facebook.com/Zendaya" title="Zendaya | Facebook page" rel="noopener" target="_blank">https://www.facebook.com/Zendaya</a>.</p>
<p><a name="nota4"></a>[4] Sito ufficiale Associazione Quid <a href="https://www.quidorg.it" title="Associazione Quid" rel="noopener" target="_blank">https://www.quidorg.it</a>.</p>
<p><a name="nota5"></a>[5] Sito ufficiale della designer Sindiso Khumalo <a href="http://sindisokhumalo.com" title="Sindiso Khumalo" rel="noopener" target="_blank">http://sindisokhumalo.com</a>.</p>
<p><a name="nota6"></a>[6] Sito ufficiale dell&#8217;Ethical Fashion Initiative <a href="https://ethicalfashioninitiative.org" title="Ethical Fashion Initiative" rel="noopener" target="_blank">https://ethicalfashioninitiative.org</a>.</p>
<p><a name="nota7"></a>[7] I Sustainable Development Goals sono descritti a questa pagina<a href=" https://www.globalgoals.org" title="UN Sustainable Development Goals" rel="noopener" target="_blank"> https://www.globalgoals.org</a>.</p>
<p><a name="nota8"></a>[8] Traduzione in italiano &#8211; realizzata da Maddalena Mometti &#8211; dal testo presente sul sito<a href=" https://www.adaptation-undp.org/resources/link/un-alliance-sustainable-fashion" title="UN Alliance for Sustainable Fashion" rel="noopener" target="_blank"> https://www.adaptation-undp.org/resources/link/un-alliance-sustainable-fashion</a>.</p>
<p>&nbsp;<br />
IMMAGINI<br />
Le immagini sono tratte dal video integrale della cerimonia di premiazione dei Green Carpet Fashion Awards 2020 disponibile sul canale Youtube Fashion Channelal seguente <a href="https://www.youtube.com/watch?v=P_54O0nHTiQ&#038;feature=emb_err_woyt" title="Fashion Channel - GCFA" rel="noopener" target="_blank">link</a>.</p>
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		<item>
		<title>Ecoalf: ridisegnare i modelli di business della moda</title>
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		<pubDate>Sun, 07 Jun 2020 19:27:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[maddy]]></dc:creator>
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		<category><![CDATA[ecoglamour]]></category>
		<category><![CDATA[moda sostenibile]]></category>

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		<description><![CDATA[<ul class="cml_flags cml_flags_on_top"></ul>Ecoalf: ridisegnare i modelli di business della moda Un&#8217;altra chicca di grande interesse tratta da Fashinnovation Worldwide Talks 2020! L&#8217;intervista a Javier Goyeneche, fondatore di Ecoalf. &#8220;Il nostro pianeta sta tremando e dobbiamo agire. La nostra missione va oltre i nostri affari. La moda non può solo riguardare l&#8217;avere un bell&#8217;aspetto. Deve riguardare ciò che [&#8230;]]]></description>
	<ul class="cml_flags cml_flags_on_top"></ul>			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.maddalenadesign.it/chicwords/wp-content/uploads/2020/06/chic_words_cotton-flower_rid-900x600.jpg" alt="Ecoalf | Recycled Materials | Cotton Flower |Chic Words " width="900" height="600" class="alignnone size-medium wp-image-3357" /></p>
<h2><span style="color: #7c8aa4;">Ecoalf: ridisegnare i modelli di business della moda</span></h2>
<hr align=left width=30% size=3 color=7c8aa4>
<p style="margin-bottom: 24px;">Un&#8217;altra chicca di grande interesse tratta da <strong>Fashinnovation Worldwide Talks 2020!</strong> L&#8217;intervista a <strong>Javier Goyeneche</strong>, fondatore di <strong>Ecoalf</strong>.</p>
<p style="margin-bottom: 24px;">&#8220;Il nostro pianeta sta tremando e dobbiamo agire. La nostra missione va oltre i nostri affari. La moda non può solo riguardare l&#8217;avere un bell&#8217;aspetto. Deve riguardare ciò che è giusto”- questa è l&#8217;introduzione di Javier Goyeneche all&#8217;inizio del suo discorso. &#8211; “<strong>I processi della Fast Fashion, caratterizzati da un breve ciclo di vita dei prodotti, non sono più sostenibili. Quindi dovremmo ridefinire i modelli di business della moda.</strong> &#8220;</p>
<p style="margin-bottom: 24px;">Seguendo questa intuizione, Javier ha dato vita ad Ecoalf. Il nome del brand deriva dai nomi dei suoi figli: ALFredo e ALvaro.</p>
<p style="margin-bottom: 24px;">“Nel 2009, mentre riflettevo sul mondo che avremmo lasciato alle future generazioni e alla mia frustrazione per lo sfruttamento eccessivo delle risorse naturali,è nata Ecoalf.&#8221; <a href="#nota1">[Nota 1]</a>&#8220;<strong>L&#8217;idea forte dietro a quest&#8217;azienda è la volontà di creare abiti realizzati intereamente con materiali riciclati ma con &#8220;la medesima qualità e design dei migliori materiali non riciclati </strong>&#8221; afferma Javier.</p>
<h2><span style="color: #7c8aa4;">Creare abiti e accessori realizzati intereamente con materiali riciclati<br />ma con la medesima qualità e design dei migliori materiali non riciclati</span></h2>
<hr align=left width=30% size=3 color=7c8aa4>
<p style="margin-bottom: 24px;">Il grande problema con i materiali riciclati è che rischiano di avere un aspetto meno versatile e stimolante rispetto ai materiali vergini, ma i materiali di nuova generazione e i designer di nuova generazione stanno iniziando a parlare di<strong> eco-glamour</strong> perché possiamo davvero pensare di unire sostenibilità e fascino.<br />
(Ho già parlato di eco-glamour in questo post: <a title="Ananas for your eco-glamour" href="http://www.maddalenadesign.it/chicwords/it/ananas-for-your-eco-glamour/"><span style="color: #7c8aa4;"><strong>>>> Ananas for your eco-glamour</a></strong></span>)</p>
<p style="margin-bottom: 24px;">Ma come fa Ecoalf a rendere l&#8217;eco-glamour possibile? <strong>Dando vita a delle collaborazioni in tutto il mondo per risolvere specifici problemi, sviluppando più di 360 tessuti dal riciclo di differenti risorse: bottiglie di plastica in PET, reti da pesca scartate, pneumatici usati, caffè post consumo, cotone e lana da prodotti alla fine del loro ciclo di vita. </strong></p>
<h2><span style="color: #7c8aa4;">Care Anime Smart &#038; Chic, siete curiose di scoprire quali abiti e accessori sono nati da queste collaborazioni? Restate connesse perché l&#8217;intervista continua &#8230;</span></p>
<p><img src="http://www.maddalenadesign.it/chicwords/wp-content/uploads/2020/06/wool2-900x600.jpg" alt="Wool | Chic Words" width="900" height="600" class="alignnone size-medium wp-image-3369" /></p>
<p>&nbsp;<br />
&nbsp;<br />
&nbsp;</p>
<h2><span style="color: #7c8aa4;">Gli altri articoli su Fashinnovation Worldwide Talks 2020: </span></h2>
<hr align=left width=30% size=3 color=7c8aa4>
&nbsp;<br />
<a title="Fashinnovation Worldwide Talks 2020: giorno 1" href="http://www.maddalenadesign.it/chicwords/it/fashinnovation-worldwide-talks-2020-giorno-1/"><span style="color: #7c8aa4;"><strong>>>> Fashinnovation Worldwide Talks 2020: giorno 1</a></strong></span><br />
&nbsp;<br />
<a href="http://www.maddalenadesign.it/chicwords/it/la-rivoluzione-di-carry-somers/" title="La rivoluzione di Carry Somers"><strong><span style="color: #7c8aa4;"> >>> La rivoluzione di Carry Somers</span></strong></a><br />
&nbsp;<br />
<a title="Aquafil: un’azienda dove l’economia è davvero circolare" href="http://www.maddalenadesign.it/chicwords/it/aquafil/"><span style="color: #7c8aa4;"><strong>>>> Aquafil: un’azienda dove l’economia è davvero circolare</a></strong></span><br />
&nbsp;</p>
<p>&nbsp;<br />
&nbsp;<br />
&nbsp;</p>
<p>NOTE<br />
<a name="nota1"></a>[1] Estratto dal sito di Ecoalf: https://ecoalf.com/en/p/history-9</a><br />
&nbsp;</p>
<p>IMAGES<br />
[image 1] Elaborazione grafica realizzata da Maddalena Mometti, a partire da una fotografia di Pexels.com<br />
[image 2] Elaborazione grafica realizzata da Maddalena Mometti, a partire da una fotografia di Pexels.com</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Aquafil: un’azienda dove l’economia è davvero circolare</title>
		<link>https://www.maddalenadesign.it/chicwords/it/aquafil-2-%e2%80%8e-3/</link>
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		<pubDate>Sat, 02 May 2020 08:40:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[maddy]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[blog]]></category>
		<category><![CDATA[Eco-glamour]]></category>
		<category><![CDATA[High-tech fashion]]></category>
		<category><![CDATA[Chic Words]]></category>
		<category><![CDATA[circular economy]]></category>
		<category><![CDATA[ecofashion]]></category>
		<category><![CDATA[ecoglamour]]></category>
		<category><![CDATA[fashiontech]]></category>
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		<description><![CDATA[Aquafil: un’azienda dove l’economia è davvero circolare La seconda intervista che vi presento direttamente da Fashinnovation Worldwide Talks 2020 è la testimonianza di Giulio Bonazzi, CEO di Aquafil, che racconta come la sua azienda sia riuscita a &#8220;chiudere perfettamente il cerchio&#8221; del modello dell&#8217;economia circolare. &#8220;Ne ho abbastanza delle persone che dichiarano: &#8216;è colpa degli [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.maddalenadesign.it/chicwords/wp-content/uploads/2020/04/aquafil_cover_grafica_chic_words_-900x600.jpg" alt="Aquafil | Ecoglamour | Circular Economy | Chic Words" width="900" height="600" class="alignnone size-medium wp-image-3168" /></p>
<h2><span style="color: #7c8aa4;">Aquafil: un’azienda dove l’economia è davvero circolare</span></h2>
<hr align=left width=30% size=3 color=7c8aa4>
<p style="margin-bottom: 24px;"><strong>La seconda intervista che vi presento direttamente da Fashinnovation Worldwide Talks 2020 </strong>è la testimonianza di<strong> Giulio Bonazzi</strong>, CEO di <strong>Aquafil</strong>, che racconta come la sua azienda sia riuscita a &#8220;chiudere perfettamente il cerchio&#8221; del modello dell&#8217;economia circolare.</p>
<p style="margin-bottom: 24px;">&#8220;Ne ho abbastanza delle persone che dichiarano: &#8216;è colpa degli altri&#8217;. In realtà è colpa <u>nostra</u>. È  una <u>nostra</u> responsabilità&#8221;- Giulio Bonazzi inizia subito con forza e determinazione il suo discorso. -&#8220;E  questa affermazioni è vera sia per il COVID-19 sia per il cambiamento climatico sia per i danni causati all&#8217;ambiente dall&#8217;industria della moda e dei tessuti. <strong>Perché ogni cosa è interconnessa oggi.</strong>&#8220;</p>
<p style="margin-bottom: 24px;">Bonazzi mette inoltre in guardia dal fatto che, a causa della pandemia, è previsto un incremento eccezionale nell&#8217;uso delle mascherine protettive: bilioni di mascherine nel mondo che, se non iniziamo ora a pensare a come smaltirle correttamente, avranno un notevole impatto sul nostro pianeta. Noi abbiamo il dovere, ma anche l&#8217;incredibile opportunità, in questo periodo di crisi di riprogettare il nostro futuro e i nostri sistemi produttivi. Per farlo abbiamo bisogno di tre elementi cardine:</p>
<ul>
<li><strong>legislazione</strong> &#8211; per incentivare le attività di riciclo e rigenerazione;</li>
<li><strong>formazione</strong> &#8211; per sensibilizzare gli utenti/consumatori e le imprese;</li>
<li><strong>ecodesign</strong> &#8211; per progettare prodotti considerandone l&#8217;impatto sociale e ambientale sin dalla fase di ideazione. </li>
</ul>
<p style="margin-bottom: 24px;">Bonazzi sottolinea inoltre come la vera soluzione a questi problemi su scala mondiale siamo noi, che in prima persona dobbiamo attuare un cambiamento. La sua azienda, Aquafil, rappresenta un caso virtuoso in cui un&#8217;impresa è riuscita a mettere a punto un <strong>processo di rigenerazione del Nylon</strong> per cui è possibile, a partire da prodotti a fine vita realizzati con tale materiale, <strong>ottenere un materiale di alta qualità riutilizzabile per creare nuovi prodotti, chiamato ECONYL®.</strong></p>
<p><img src="http://www.maddalenadesign.it/chicwords/wp-content/uploads/2020/04/fashinnovation_aquafil-900x600.jpg" alt="Aquafil | Chic Words" width="900" height="600" class="alignnone size-medium wp-image-3155" /></p>
<p style="margin-bottom: 24px;"><strong>Uno dei rifiuti che fornisce una grande quantità di materiale grezzo per la realizzazione di ECONYL® sono le reti da pesca</strong> che, abbandonate nei nostri mari, causano gravi danni all&#8217;ambiente. Ma altre &#8220;miniere d&#8217;oro&#8221; &#8211; come le chiama Bonazzi &#8211; per la sua azienda sono rappresentate da pavimenti in moquette dismessi, scarti di tessuto e rifiuti plastici che si trovano nelle discariche, ma anche nei fondali degli oceani. <strong>Tutti questi materiali vengono rigenerati e purificati per ottenere un filato con le stesse caratteristiche del Nylon vergine, che viene utilizzato per l&#8217;arredamento d&#8217;interni e il settore moda, ma soprattuto che si presta ad essere rigenerato all&#8217;infinito senza perdere di qualità</strong>.</p>
<h2><span style="color: #7c8aa4;">L&#8217;Infinity Jacket di NAPAPIJRI</span></h2>
<hr align=left width=30% size=3 color=7c8aa4>
<p><iframe width="900" height="506" src="https://www.youtube.com/embed/IWQSrRPiaaQ" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture" allowfullscreen></iframe></p>
<p><img src="http://www.maddalenadesign.it/chicwords/wp-content/uploads/2020/04/infinity_jacket_chic-words-900x600.jpg" alt="Infinity Jacket by NAPAPIJRI | Chic Words" width="900" height="600" class="alignnone size-medium wp-image-3222" /></p>
<p style="margin-bottom: 24px;">Un esempio interessante di questo cerchio perfetto del riutilizzo di un materiale è dato dal progetto che Aquafil ha realizzato in collaborazione cona NAPAPIJRI. <strong>L&#8217;iconica giacca di NAPAPIJRI del 1987 è stata ridisegnata per poter essere realizzata seguendo un nuovo processo produttivo, in particolare per poter essere realizzata con un unico materiale e diventare la prima giacca riciclabile al 100%.</strong> Sull&#8217;etichetta interna della giacca 2020, è riportato un QR-code<a href="#nota1">[Nota 1]</a> con il quale è possibile registrare il proprio abito sul sito dell&#8217;azienda che consentirà all&#8217;acquirente, dopo almeno due anni di utilizzo, di restituirla al negozio affinché possa essere rigenerata, ricevendo uno sconto del 20% su un eventuale nuovo acquisto.</p>
<p style="margin-bottom: 24px;">Avevo già avuto il piacere di assistere ad un suo intervento un paio di anni fa nella mia amata Venezia e sono davvero felice di averlo ritrovato a Fashinnovation, per condividere questi spunti di grande rilievo.  (Detto tra noi, sono inoltre molto orgogliosa che sia italiana una delle aziende più <em>smart</em> presentate al convegno)</p>
<p style="margin-bottom: 24px;">Vi lascio con questa affermazione di Bonazzi che conclude la sua intervista davvero entusiasmante e introduce <strong>uno dei prossimi temi che ho in mente di approfondire</strong> sulle pagine di Chic Words: il <strong>bio-inspired design</strong>!</p>
<p style="margin-bottom: 24px;"> &#8220;<strong>Quando realizziamo una creazione per la moda, così come fa l&#8217;arte, non dobbiamo creare rifiuti, ma invece dobbiamo imparare dalla Natura e dai suoi ecosistemi a creare il nutrimento per un nuovo ciclo di vita.&#8221; Questa l&#8217;arte della rigenerazione!</strong></p>
<p>&nbsp;<br />
&nbsp;<br />
&nbsp;</p>
<h2><span style="color: #7c8aa4;">Gli altri articoli su Fashinnovation Worldwide Talks 2020: </span></h2>
<hr align=left width=30% size=3 color=7c8aa4>
&nbsp;<br />
<a title="Fashinnovation Worldwide Talks 2020: giorno 1" href="http://www.maddalenadesign.it/chicwords/it/fashinnovation-worldwide-talks-2020-giorno-1/"><span style="color: #7c8aa4;"><strong>>>> Fashinnovation Worldwide Talks 2020: giorno 1</a></strong></span><br />
&nbsp;<br />
&nbsp;<br />
<a title="La rivoluzione di Carry Somers" href="http://www.maddalenadesign.it/chicwords/it/la-rivoluzione-di-carry-somers/"><span style="color: #7c8aa4;"><strong>>>> La rivoluzione di Carry Somers</a></strong></span><br />
&nbsp;<br />
&nbsp;<br />
&nbsp;</p>
<p>NOTE<br />
<a name="nota1"></a>[1] Un QR-code o Codice QR è un codice a barre bidimensionale di forma quadrata. Si riconosce perché ha la forma di un quadrato composto da diversi moduli di colore nero e bianco (ma può essere realizzato anche con due colori a forte contrasto visivo). Il QR-Code può essere stampato o inciso sulla superficie di un prodotto o sulla sua confezione. La sequenza dei moduli bianchi e neri è univoca e corrisponde ad un sistema di codifica di dati. I dati a cui un QR-Code può essere associato possono essere diversi: un indirizzo di un sito web, dei numeri, dei caratteri alfanumerici, ecc. Può essere decodificato attraverso la videocamera di uno smart phone.</a><br />
&nbsp;</p>
<p>IMMAGINI E VIDEO<br />
[foto 1] Elaborazione grafica realizzata da Maddalena Mometti.</p>
<p>[foto 2] Elaborazione grafica realizzata da Maddalena Mometti, a partire da una foto di Pexels.com https://www.pexels.com/photo/landscape-photography-of-fish-nets-on-body-of-water-near-green-trees-2131945/</p>
<p>[video 1] Video promozionale dell&#8217;Infinity Jacket di NAPAPIJRI, credits NAPAPIJRI</p>
<p>[foto 3] Immagine promozionale dell&#8217;Infinity Jacket di NAPAPIJRI, credits NAPAPIJRI</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>La rivoluzione di Carry Somers</title>
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		<pubDate>Tue, 21 Apr 2020 06:48:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[maddy]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[blog]]></category>
		<category><![CDATA[Eco-glamour]]></category>
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		<category><![CDATA[Maddalena Mometti]]></category>
		<category><![CDATA[moda sostenibile]]></category>
		<category><![CDATA[verabellezza]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.maddalenadesign.it/chicwords/?p=3119</guid>
		<description><![CDATA[<ul class="cml_flags cml_flags_on_top"></ul>La rivoluzione di Carry Somers La prima giornata del convegno Fashinnovation Worldwide Talks 2020 soddisfa pienamente le aspettative. Il dibattito inizia subito con l&#8217;intervista a Carry Somers, co-fondatrice di Fashion Revolution. Fashion Revolution è un movimento che unisce designer, produttori, artigiani, lavoratori e consumatori che vogliono farsi promotori di un sistema moda più sostenibile per [&#8230;]]]></description>
	<ul class="cml_flags cml_flags_on_top"></ul>			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.maddalenadesign.it/chicwords/wp-content/uploads/2020/04/fashinnovation_Carry_Somers_cc-900x600.jpg" alt="Carry Somers | Fashion Revolution | Chic Words" width="900" height="600" class="alignnone size-medium wp-image-3105" /></p>
<h2><span style="color: #7c8aa4;">La rivoluzione di Carry Somers</span></h2>
<hr align=left width=30% size=3 color=7c8aa4>
<p style="margin-bottom: 24px;">La prima giornata del <strong>convegno Fashinnovation Worldwide Talks 2020</strong> soddisfa pienamente le aspettative. Il dibattito inizia subito con l&#8217;intervista a <strong>Carry Somers</strong>, co-fondatrice di <strong>Fashion Revolution</strong>.</p>
<p style="margin-bottom: 24px;">Fashion Revolution è un movimento che unisce designer, produttori, artigiani, lavoratori e consumatori che vogliono farsi promotori di un sistema moda più sostenibile per l&#8217;ambiente e per la società, tenendo in grande considerazione le condizioni di lavoro lungo la filiera produttiva. Il collettivo è nato come risposta al disastro causato dal crollo del Rana Plaza di Savar (Bangladesh).<a href="#nota1">[Nota 1]</a> </p>
<p style="margin-bottom: 24px;">&#8220;Amiamo la moda, ma non vogliamo che i nostri vestiti sfruttino le persone o distruggano il pianeta. Chiediamo un cambiamento radicale e rivoluzionario.&#8221;- così recita il manifesto del gruppo.</p>
<p style="margin-bottom: 24px;">Dal 2013 Fashion Revolution ha mosso numerosi passi verso una moda sostenibile, attraverso il lancio di campagne di sensibilizzazione.<br />
A Fashinnovation Carry Somers presenta la prossime iniziative: </p>
<ul>
<li>la campagna <strong>What&#8217;s in my clothes?</em></strong></li>
<li>l&#8217;evento<strong>Fashion Open Studio 2020</strong></li>
<li>il <strong>Fashion Transparency Index 2020</strong></p>
</li>
</ul>
<p style="margin-bottom: 24px;">Vediamoli insieme dall&#8217;ultimo al primo.</p>
<p style="margin-bottom: 24px;">Il <strong>Fashion Transparency Index 2020, è il risultato di una analisi di 250 tra i più importanti brand e distributori del settore moda, classificati in base a quanto condividono esternamente le loro strategie, attività e il loro impatto sulla società e sull&#8217;ambiente. Particolare attenzione posta sul loro impatto sui lavoratori.</strong></p>
<p style="margin-bottom: 24px;">&#8220;C&#8217;è una notevole differenza tra quello che le aziende dichiarano come loro impegno strategico e le attività che mettono in pratica per rispondere a tali obiettivi&#8221; &#8211; afferma Carry. Per questo motivo per verificare i dati del Fashion Transparency Index vengono coinvolti sono i brand inseriti nell&#8217;indice, ma vengono condotte analisi e ricerche da ricercatori esterni per validare i dati ricevuti.</p>
<p style="margin-bottom: 24px;"><strong>Fashion Open Studio 2020 è un festival</strong>, lanciato nel 2017, che prevede presentazioni, conferenze, workshop con designer emergenti e affermati, professionisti dell&#8217;industria della moda che raccontano i processi e le persone che rendono possibili le loro creazioni. L&#8217;edizione 2020, che Fashion Revolution ha trasformato in un evento digitale, sarà focalizzata sui designer il cui lavoro rispecchia maggiormente gli ideali della sostenibilità e si svolgerà dal 20 al 26 aprile.</p>
<p><strong>What&#8217;s in my clothes?</strong> è una campagna di sensibilizzazione il grande pubblico e gli attori del fashion system sui materiali con cui sono realizzate le creazioni di moda e sulle sostanze che possono rilasciare nell&#8217;ambiente.<br />
&nbsp;</p>
<h2><span style="color: #7c8aa4;">Collaborare per crescere insieme</span></h2>
<hr align=left width=30% size=3 color=7c8aa4>
<p style="margin-bottom: 24px;">La ricerca di Carry Somers è davvero affascinante, <strong>l&#8217;iniziativa che trovo di particolare interesse è l&#8217;indice di trasparenza e la scelta di realizzarlo in collaborazione con i brand di moda perché personalmente ritengo che il tema della sostenibilità e del rispetto dei lavoratori debba essere affrontato favorendo la creazione di collaborazioni sinergiche tra imprenditori, fornitori, professionisti del settore e consumatori finali, favorendo il dialogo. Fondamentale è mediare le esigenze che emergono da tutti i portatori di interesse coinvolti e impegnarsi collettivamente per cresce insieme.</strong></p>
<p>&nbsp;<br />
&nbsp;<br />
&nbsp;</p>
<h2><span style="color: #7c8aa4;">Gli altri articoli su Fashinnovation Worldwide Talks 2020: </span></h2>
<hr align=left width=30% size=3 color=7c8aa4>
&nbsp;<br />
<a title="Fashinnovation Worldwide Talks 2020: giorno 1" href="http://www.maddalenadesign.it/chicwords/it/fashinnovation-worldwide-talks-2020-giorno-1/"><span style="color: #7c8aa4;"><strong>>>> Fashinnovation Worldwide Talks 2020: giorno 1</a></strong></span><br />
&nbsp;</p>
<p><a title="Aquafil: un’azienda dove l’economia è davvero circolare" href="http://www.maddalenadesign.it/chicwords/it/aquafil/"><span style="color: #7c8aa4;"><strong>>>> Aquafil: un’azienda dove l’economia è davvero circolare</a></strong></span><br />
&nbsp;</p>
<p><a title="Ecoalf: ridisegnare i modelli di business della moda" href="http://www.maddalenadesign.it/chicwords/it/ecoalf-ridisegnare-i-modelli-di-business-della-moda/"><span style="color: #7c8aa4;"><strong>>>> Ecoalf: ridisegnare i modelli di business della moda</a></strong></span><br />
&nbsp;</p>
<p>&nbsp;<br />
&nbsp;<br />
&nbsp;</p>
<p>NOTE<br />
<a name="nota1"></a>[1] &#8220;Il crollo del Rana Plaza è stato un cedimento strutturale avvenuto il 24 aprile 2013, quando un edificio commerciale di otto piani crollò a Savar, un sub-distretto nella Grande Area di Dacca, capitale del Bangladesh.[&#8230;] È considerato il più grave incidente mortale avvenuto in una fabbrica tessile nella storia, così come il più letale cedimento strutturale accidentale nella storia umana moderna. Fonte wikipedia <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Crollo_del_Rana_Plaza_di_Savar" title="Crollo del Rana Plaza" rel="noopener" target="_blank">https://it.wikipedia.org/wiki/Crollo_del_Rana_Plaza_di_Savar</a></a><br />
&nbsp;</p>
<p>IMMAGINI<br />
[foto 1] Elaborazione grafica realizzata da Maddalena Mometti che ritrae Carry Somers, co-fondatrice del movimento Fashion Revolution <a href="https://www.fashionrevolution.org" title="Fashion Revolution" rel="noopener" target="_blank">https://www.fashionrevolution.org</a>, credits Dvora Photography e Fashion Revolution</p>
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		<title>Ananas for your eco-glamour</title>
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		<pubDate>Sat, 29 Feb 2020 18:23:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[maddy]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[blog]]></category>
		<category><![CDATA[Eco-glamour]]></category>
		<category><![CDATA[High-tech fashion]]></category>
		<category><![CDATA[Chic Words]]></category>
		<category><![CDATA[circular economy]]></category>
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		<category><![CDATA[economia circolare]]></category>
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		<category><![CDATA[Maddalena Mometti]]></category>
		<category><![CDATA[moda sostenibile]]></category>

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		<description><![CDATA[<ul class="cml_flags cml_flags_on_top"></ul>Gli stili e le opportunità, a cui l&#8217;eco-glamour sta dando vita, sono davvero in grado di soddisfare tutti i gusti. Ananas, caffé, latte, arance sono solo alcune delle nuove materie prime che la ricerca sta studiando per la produzione di nuove categorie di tessuti secondo una filiera maggiormente sostenibile per l&#8217;ambiente e la società. Quando [&#8230;]]]></description>
	<ul class="cml_flags cml_flags_on_top"></ul>			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone size-medium wp-image-2822" src="http://www.maddalenadesign.it/chicwords/wp-content/uploads/2020/02/ananas-900x600.jpg" alt="Ananas | Chic Words " width="900" height="600" /></p>
<p style="margin-bottom: 24px;"><strong>Gli stili e le opportunità, a cui l&#8217;eco-glamour sta dando vita, sono davvero in grado di soddisfare tutti i gusti.</strong> Ananas, caffé, latte, arance sono solo alcune delle nuove materie prime che la ricerca sta studiando per la produzione di nuove categorie di tessuti secondo una filiera maggiormente sostenibile per l&#8217;ambiente e la società.</p>
<p style="margin-bottom: 24px;">Quando si parla di <strong>moda sostenibile</strong> attraverso i social media molto spesso il tema viene affrontato in modo non corretto. <strong>L&#8217;argomento è ricco e articolato di sfumature, che osserveremo insieme e impareremo ad apprezzare.</strong></p>
<p style="margin-bottom: 24px;">La sostenibilità di un prodotto (in qualsiasi contesto, non solo nel settore fashion) passa attraverso diverse dimensioni: scelta e utilizzo dei materiali, processo produttivo, distribuzione e processo di comunicazione e impatto sulla società e sulle persone. Un progetto può dirsi effettivamente ambientalmente e socialmente sostenibile al 100% se nel computo si tiene conto della somma di tutti questi aspetti.</p>
<p style="margin-bottom: 24px;"><strong>Per iniziare con la lettera giusta oggi parleremo di tessuti e ci delizieremo con le proprietà dell&#8217;A-nanas.</strong></p>
<p>.</p>
<h2><span style="color: #7c8aa4;">Gli stili e le opportunità,a cui l&#8217;eco-glamour sta dando vita,<br />
sono davvero in grado di soddisfare tutti i gusti</span></h2>
<hr align=left width=30% size=3 color=7c8aa4>
<p><img src="http://www.maddalenadesign.it/chicwords/wp-content/uploads/2020/02/ananas_composition-900x600.jpg" alt="Ananas Composition | Chic Words | ecofashion" width="900" height="600" class="alignnone size-medium wp-image-2828" /></p>
<p style="margin-bottom: 24px;">A Londra, all&#8217;interno della <strong>Sumerset House,</strong><a href="#nota1">[Nota 1]</a> c&#8217;è il quartiere generale di<strong> Ananas Anam</strong>.</br><br />
<strong>Ananas Anam è un&#8217;azienda, un progetto e un sogno che ha permesso di creare un sostituto vegetale della pelle animale, il Piñatex®, a partire dalle foglie d&#8217;ananas.</strong></br>.</p>
<p style="margin-bottom: 24px;">Il Piñatex® nasce dalle ricerche dalla dott.ssa Carmen Hijosa, esperta di pelletteria. Negli anni Novanta, mentre la dott.ssa Hijosa, fondatrice dell&#8217;azienda Ananas Anam, studiava l&#8217;industria delle esportazioni di pelletteria nelle Filippine, rimase scioccata dall&#8217;impatto ambientale della produzione di pelletteria di massa e decise di fare qualcosa. I tessuti alternativi alla pelle erano in PVC e quindi non potevano essere considerati una vera soluzione. Bisognava guardare altrove e proporre delle nuove idee.<br />
Trae allora ispirazione dall&#8217;abito da cerimonia maschile tradizionale nelle Filippine: il Barong Tagalog, un abito semplice composta da una camicia leggera e ricamata, da indossare al di fuori dei pantaloni. Tale abito tradizionalmente era realizzato da un tessuto ricavato dalle foglie della pianta di ananas, coltivazione molto diffusa in quel Paese.<br />
<strong>La dott.ssa Hijosa ha cercato quindi, a partire dalla stessa materia, di creare un nuovo tessuto non tessuto, a basso impatto ambientale durante tutto il suo ciclo di vita e produzione e che rappresentasse un&#8217;opportunità di sviluppo economico per la popolazione.</strong></p>
<h2><span style="color: #7c8aa4;">Il Piñatex®, un tessuto non tessuto<br />
alternativo alla pelle animale, ricavato dalle foglie di Ananas</span></h2>
<hr align=left width=30% size=3 color=7c8aa4>
<p style="margin-bottom: 24px;"><strong>Piñatex®, per la sua texture particolare, unita a leggerezza e resistenza è stato scelto da diversi stilisti, designer e case di moda</strong> tra cui Trussardi, Hugo Boss, Distyled Bags, gli orologi Votch, Po-Zu e molti altri.</p>
<p><img src="http://www.maddalenadesign.it/chicwords/wp-content/uploads/2020/02/Piñatex-textile-on-concrete-zoom-900x600.jpg" alt="Piñatex-textile | Ananas | Chic Words | ecofashion" width="900" height="600" class="alignnone size-medium wp-image-2831" /><br />
n</p>
<p style="margin-bottom: 24px;">Ma il fascino dell&#8217;eco-glamour di Ananas Anam non finisce qui. <strong>Il sistema di realizzazione del Piñatex® rispecchia i principi della Circular Economy</strong>. <a href="#nota2">[Nota 2]</a></p>
<p>Piñatex® è composto infatti dalle foglie della pianta di ananas, sottoprodotto dell&#8217;industria della frutta, che di norma viene scartata o bruciata.<br />
La trasformazione di tale scarto in un tessuto rappresenta una nuova opportunità di reddito per le comunità agricole delle Filippine.<br />
&#8220;Una volta che la fibra è stata strappata dalla foglia, la biomassa rimanente viene conservata per essere utilizzata come fertilizzante naturale o biocarburante, offrendo un&#8217;ulteriore prospettiva economica. Attualmente lavoriamo con agricoltori nelle Filippine e, man mano che ci sviluppiamo, avremo l&#8217;opportunità di lavorare con altri paesi in crescita, sostenendo le economie locali e rafforzando le loro esportazioni.&#8221; Così Ananas Anam descrive il <strong>processo virtuoso</strong> per la produzione del suo tessuto non tessuto. Inoltre<strong> Piñatex® non richiede trattamenti chimici tossici come per la preparazione della pelle animale.</strong><br />
Tutto ciò spiega anche il nome scelto dall&#8217;azienda della dott.ssa Hijosa: &#8220;Ananas&#8221; è la parola usata in diverse lingue per indicare il frutto dal dolce sapore di cui stiamo parlando, <strong>&#8220;Anam&#8221; è una parola irlandese che significa &#8220;Anima&#8221;</strong>.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>NOTE<br />
<a name="nota1"></a>[1] La Sumerset House è un centro polifunzionale che ogni anno ospita le sfilate della London Fashion Week.</a><br />
<a name="nota2"></a>[2] Circular Economy, in italiano <em>economia circolare</em>, si riferisce ad un sistema economico pensato per potersi rigenerare autonomamente, favorendone dunque la completa ecosostenibilità. Secondo questo modello ideale il processo produttivo e i suoi prodotti vanno progettati tenendo in considerazione gli scarti e il loro fine vita. Si dovrebbe tendere a non avere scarti (o solo scarti biodegradabili) o ipotizzare come riutilizzare scarti e prodotti alla fine del loro ciclo di vita il più possibile, creando così un circolo virtuoso.</a></p>
<p>IMMAGINI<br />
A partire da sopra:<br />
[foto 1] Grafica realizzata da Maddalena Mometti<br />
[foto 2] Grafica realizzata da Maddalena Mometti<br />
[foto 3] Foto di differenti finiture del tessuto Piñatex®, per gentile concessione di Anas Anam</p>
<p>&nbsp;</p>
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